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mercoledì 22 aprile 2009

Il primo cockteil

Nacque in Mesopotamia 5000 anni fa:

Una particolare miscela arcaica di vino, birra, succo di mela e miele. Questa è la composizione di una sorta di grog, come dice Patrick McGregor, una bevanda arcaica che è stata recentemente posta sul mercato negli USA col nome "Il tocco di Midas".

McGovern, professore presso l'Università di Pennsylvania, Philadelphia, ha studiato l'evoluzione della viticoltura in Oriente e in Occidente, trovando alcune terracotte lungo il fiume Tigri che mostravano tracce di acido tartarico (un elemento caratteristico del vitigno di fermentazione), miele, succo di mela e birra d'orzo (una sorta di birra ante litteram).

È degno di nota che probabilmente questo grog era bevuto anche dagli Etruschi, come si può dedurre analizzando alcune ceramiche del Sud della Toscana. Si presume che la domesticazione della vite in Etruria sia stata precedente rispetto alla diffusione del vino greco lungo le coste del sud .

Secondo Osvaldo Failla, ricercatore presso l'Università degli Studi di Milano, è possibile che la domesticazione della vite selvatica abbia avuto luogo in zone circoscritte, e non solo dopo l'introduzione di vitigni esterni. Questo è stato probabilmente possibile grazie alla cura che gli uomini mantenevano per il loro ambiente, migliorando la variabilità genetica e la coltura delle piante.

Nel contesto del progetto di ricerca Vinum, sono state analizzate le caratteristiche genetiche delle viti selvatiche trovate in diversi siti archeologici in Maremma (Toscana), con alcuni vitigni presenti in luoghi non antropizzati. Questi studi hanno dimostrato che, quando gli uomini erano in contatto con la vite selvatica, la variabilità genetica locale risultava accresciuta. È stato inoltre possibile distinguere geneticamente le popolazioni di viti selvatiche derivanti da zone antropizzate rispetto a quelle di aree non antropizzate.

Vino d'erbe per i faraoni indisposti


Quando la "nonna" consigliava qualche sorso di vino di bacche di sambuco "per scopi medicinali", stava seguendo una tradizione che va indietro migliaia di anni. I ricercatori dicono d'aver trovato la prova che gli Egiziani temperavano il loro vino con erbe medicinali sin da 5.000 anni fa.

Un'analisi chimica di terraglie datate al 3150 a.C. indica che erbe e resine erano aggiunte al vino d'uva, secondo una ricerca diretta da Patrick E. McGovern del museo dell'Università della Pennsylvania, come riferiscono le relazioni di antropologia e di archeologia degli atti dell'Accademia nazionale delle Scienze.

L'aggiunta di resine arboree al vino per impedire la malattia era ampiamente conosciuta nei periodi antichi, segnalata anche in Cina antica e sino al Medio Evo, dicono i ricercatori. E notano che nei resoconti dell'antico Egitto si parla di varie erbe che si mescolavano nel vino, nella birra ed in altri liquidi per usi medici.

I prodotti chimici recuperati dalle terraglie indicano che oltre al vino c'erano santoreggia, aniceto blu ed artemisia - un membro della famiglia dell'assenzio romano. Altri prodotti chimici indicano la presenza possibile di balsamo, di senna, di coriandolo, di teucrio o scordio, di menta, di salvia e di timo.